“The Transfinite”: assaggiare l’infinito attraverso ambiente e superfici mutevoli.

”…spectacular, trippy and fun…the transfinite is definitely something to see and experience. Sublime spectacle.” –The New York Times
“…a physical manifestation of information in its rawest form.” –Time Out NY
”…an extreme and elaborate visual and sonic environment.” –New York Magazine



Ryoji Ikeda ha creato un ambiente visivo e sonoro dove i visitatori sono sommersi in una rappresentazione estrema di dati proiettati e sincronizzati su superfici. Il suo lavoro gioca su elementi molto importanti nella percezione: scala, luce, forma, volume, ombra, suoni elettronici e ritmo, gestiti e progettati al fine di coinvolgere in toto i sensi.
Nella gestione di una grande mole di informazioni digitali, in una sorta di coreografia, Ikeda evoca un’ambiente mutevole nel quale i visitatori confrontano i dati ad una scala che elude qualsiasi tentativo di comprensione, facendo esperienza dell’infinito.

RYOJI IKEDA
Artista visivo e del suono, giapponese, vive e lavora a Parigi. Ha collaborato con artisti del calibro del coreografo William Forsythe, dell’architetto Toyo Ito, del musicista e visual artist Carsten Nicolai e del fotografo Hiroshi Sugimoto. Andata in mostra in tutta Europa e Giappone, questa all’Harmory Park di New York è la prima installazione negli Spati Uniti.

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