Delicati equilibri dialogici tra cultura e città

Culture & the City_uncube magazine

Culture and the City” è il tema centrale del numero 8 di uncube magazine. Si trattano qui i due fenomeni — cultura e città — con una domanda di conoscenza intorno alla loro relazione, soprattutto in termini di causa-effetto, consecutio temporum ed ouput progettuale. Negli anni recenti la cultura è stata spesso prescritta come una panacea per le città, per curare nodi di disagio urbano e per trasformare l’immagine delle città verso una maggiore attrattività. Troppo spesso però si è trascurato il lato opposto di questa medaglia luccicante: gli effetti fisici e sociali del progetto urbanistico e di architettura.

Questo numero è i frutto di un lavoro di collaborazione tra l’Akademie der Künste di Berlino e la mostra locale Culture:City, curata da Matthias Sauerbruch. Si propone in questa pubblicazione un ventaglio di progetti, molto differenti tra loro, per lo più tratti da tale mostra, che illustrano le molteplici possibilità e declinazioni attraverso le quali cultura e architettura possono convergere e coesistere nello spazio urbano, con un risultato particolarmente eccellente o tendenzialmente fallimentare. Esempi da tutto il mondo sono quindi presentati: dall’antica Polis greca al Metropol Parasol, da Venezia a Guggenheim di Abu Dhabi.

Tale hot issue pone grandi interrogativi disciplinari in particolare in termini di una maggiore e necessaria riflessività progettuale — pre e post — relativa agli interventi nella città. Gli effetti sulla sfera pubblica sono il filo conduttore della ricerca ed analisi condotta in questo lavoro.

Annunci

2 thoughts on “Delicati equilibri dialogici tra cultura e città

  1. Si però Florida no se puede. Uno che parla di attrattività del territorio, uno che dice che 30% della popolazione (mi sembra sia questa la percentule di cui parla, in contesto USA) appartiene ad una classe creativa (gli altri invece son noiosetti barbosi, no ?) e che pone degli indicatori chiaramente razzisti per determinare il grado di creatività et di attrattività della città, come ad esempio il numéro di omosessuali (che secondo lui sono per natura più creativi degli etero !?!). … Nessuna critica al sistema capitalistico e alla sua organizzazione spaziale, anzi, al contrario, propone stratégie di marketing territoriale che fanno si che la separazione spaziale tra classe borghese (o creativa, come vuole chiamarla) e poveracci sia ancora più netta.
    C’est chaud !

Tu cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...