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Amo profondamente la città, come progettista, abitante, utente ed osservatrice.

Il mio sguardo ed interesse verso la città contemporanea ed in particolare verso lo spazio pubblico sono nati durante il percorso di studi di Design. Colta da interesse crescente verso tale dimensione del progetto ho dedicato due anni di ricerca sullo spazio pubblico urbano contemporaneo e da qui ne è scaturito il lavoro di tesi magistrale e tale osservatorio.

Passione e interesse per i temi urbani.

Nel 2009, grazie ad un laboratorio di progettazione presso il Politecnico di Milano, sono entrata in contatto con le tematiche che riguardano la città contemporanea. In quell’occasione e dal quel momento mi dedico a ciò che riguarda la progettazione urbana e la questione della vivibilità nelle città.

Partita per un’esperienza all’estero, nel 2010 a Bruxelles, ho avuto la grande fortuna di imbattermi nella prima edizione di Human Cities, festival urbano sullo spazio pubblico che segue il Programma della Commissione Europea “Culture 2007-2013“. Da una serie di interventi e contributi da parte di professionisti di tutto il mondo ho avuto numerosi input per la riflessione di tesi: dalle teorie avanzate da Ezio Manzini e Paolo Inghilleri, rappresentanti italiani alla manifestazione, da Miodrag Mitrasinovic, Mathias HeydenLuca Pattaroni, Sabine Guisse e Barbara Golicnik Marusic.

Al rientro in Italia arrivò un momento di confronto con la dimensione concreta del progetto degli spazi pubblici a Milano presso esterni, una delle realtà milanesi più attive e di successo che per l’aprile 2011 ha proposto, per il terzo anno consecutivo, il Public Design Festival.
Importantissima e preziosa esperienza che ha arricchito il mio bagaglio personale e professionale. La condivisione di passione e impegno etico per riportare lo spazio pubblico al centro del dibattito progettuale contemporaneo è stato ed è un gran punto di contatto con il gruppo.

Alla luce di tali vicende è seguito un periodo dedicato a
– L’osservazione della situazione europea (e non solo) nel campo della progettazione urbana e del movimento delle Urban Actions che delinea un quadro complesso e ricchissimo della città d’oggi (dalla street art, al guerrilla gardening alle arti di strada ecc);
– L’indagine sul campo esplorando alcune zone urbane introverse di Milano.

Allo stesso tempo ho monitorato per mesi alcuni luoghi del brano urbano compreso tra Cadorna, il distretto della finanza, via Torino e la zona ambrosiana, ove ho trovato la risposta e la connessione alle riflessioni fino ad allora prettamente teorici.
Tale zona della Milano romana, con il suo tessuto compatto, rimasto semi-illeso dai bombardamenti bellici e dai numerosi sconvolgimenti urbanistici, vario nel ritmo di strette vie dell’antico borgo alternate a piazze e vie e scorci più ampi, si presentava come il ottimo terreno di sperimentazione.

La nascita di The Urban Observatory.

Strumento adatto a conciliare l’esigenza di creare una piattaforma che fosse contemporaneamente osservatorio urbano e laboratorio di progettazione partecipata, il blog si è presentato come risposta adatta e sperimentazione avvincente.

Ecco qui la manifestazione di spazio pubblico digitale. Tale piattaforma vuole essere un punto di partenza di un lungo percorso (multi)disciplinare, un osservatorio in fieri per dare concretezza a passaggi e nodi interessanti delle dinamiche urbane in atto.

Per qualsiasi confronto, chiarimento, informazione aggiuntiva o altro mandatemi un’e-mail (con nome e cognome) a: evelyn [punto] leveghi [chiocciola] gmail [punto] com * e sarò lieta di scambiare opinioni, riflessioni e punti di vista.

Evelyn

*indirizzo riportato in formula anti-spam

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One thought on “Info

  1. Abito al Carrobbio ( Cesare Correnti) e sono assediata dalle auto, dovunque. Certamente anche il Carrobbio andrebbe ripensato e riqualificato. D’accordissimo su Piazza Mentana, Quasimodo e Largo Gallarati Scotti che ho tutti e tre vicini. Suggerisco di trovare una riqualificazione anche per l’incrocio delle 5 vie che attualmente ha un parcheggio orribile, transenne, nessun verde e dovrebbe invece essere pedonale, entrando da Via Brisa e fino a tutta via Morigi fino ad arrivare, appunto, a Piazza Mentana.

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