Italia

Gran parte delle città in cui viviamo è stata costruita in epoche precedenti, per persone e società che avevano stili di vita, esigenze e desideri assai distanti dai nostri. Le abitiamo con disinvoltura, riusiamo i loro materiali costruttivi, diamo loro nuovi ruoli e un nuovo senso.

Entro queste parti di città, durante tutto il secolo (ventesimo) abbiamo lavorato aggiungendo o togliendo qualcosa, dando loro un nuovo assetto, un nuovo modo di funzionare, spesso anche una nuova immagine […]

A tutto ciò abbiamo aggiunto estese, spesso immense, periferie che ci appaiono come il prodotto più tipico del ventesimo secolo. Molti territori erano all’inizio del secolo territori rurali separati se non opposti alla città.

La città del ventesimo secolo è l’insieme stratificato ed eterogeneo di tutte queste cose tra loro sovrapposte, giustapposte e mescolate.

[Bernardo Secchi in La città del ventesimo secolo, pag.173-4]

CZStudio Associati. Ippolito Pizzetti, Daniela Moderini. Giardini pensili a Venezia.

Arrestatasi, oramai, la crescita degli insediamenti italiani, ridottisi i grandi interventi edilizi, l’attenzione della politica urbana è tutta rivolta a recuperare e riqualificare la città esistente – storica e non – più che prefigurare nuovi scenari per la città futura (fatta eccezione per i recenti lavori urbanistici e di architettura contemporanea per l’Expo di Milano 2015, oggetto di elogi o critiche a seconda dei punti di vista e diverse filosofie e principi progettuali).

Il tema della riqualificazione ambientale, in senso lato, si impone come condizione di lavoro, nel presente e per i prossimi anni, sospingendo progettisti (assieme a scienziati sociali ed altre figure professionali legate ai temi della città contemporanea e dell’uomo contemporaneo) ad allargare il campo tradizionale di azione del progetto di architettura confrontandosi con tematiche e sensibilità trasformative più articolate.

L’Italia attuale si trova ora davanti a due grandi necessità incombenti:

  • in primis la riqualificazione dei brani urbani che sono stati oggetto negli ultimi quarant’anni di progetti troppo audaci e irrispettosi dell’esistente e della dinamiche locali, una sorta di distrazione progettuale causata da un clima di crescente benessere, di troppa ricchezza ed indifferenza, spesso guidati da interessi economici e speculativi;
  • In secondo luogo, l’adeguamento di numerosi vuoti urbani nei centri storici urbani, conseguenti alle distruzioni del secondo evento bellico, rimaste irrisolte e in stato di abbandono e degrado piuttosto che oggetto di un intervento conservativo.
L’Italia ha la cultura del centro città, della città consolidata e deve riuscire a trovare un compromesso tra i vincoli storico-archeologici dei siti (che spesso ostacolano interventi in tempi brevi), il rispetto della grande tradizione dell’impianto romano (in particolare) e un approccio più contemporaneo, sperimentale e innovativo.
Siamo uno dei Paesi con la maggiore ricchezza di patrimonio storico-artistico e ambientale, le nostre città sono pregne di storia e luoghi affascinanti sopravvissuti nei secoli, teatro di società in trasformazione, ma non sappiamo a pieno valorizzare e riqualificare questa risorsa ambientale.

Donatella Pollini_“Prima Visione 2010. I fotografi e Milano” Milano, Galleria Bel Vedere

Negli anni ’80 nel nostro Paese vi era un clima di grande sperimentazione e ricerca sulle nuove dinamiche ed esigenze urbane, della città in trasformazione e dell’uomo con essa. Ecco qui troviamo uno dei nodi fondamentali della questione italiana: la rottura dell’equilibrio tra città materiale e città sociale. Negli ultimi decenni la bilancia ha teso sempre più verso l’attenzione al costruito, all’architettura, al materiale, alle grandi infrastrutture, quasi come contenitori spettacolari a sé stanti.
Ma chi pensa agli attori della città? chi deve vivere queste città?
L’uomo contemporaneo sta pian piano tornando ad essere protagonista di queste dinamiche, a ragion d’essere, essendo sempre più complessa la sua figura e tutti gli stimoli ambientali che riceve e con i quali si deve confrontare ogni giorno.

illustrazione di Caterina Giuliani per la serie Cities. http://www.caterinagiuliani.it

In questa sezione italiana si trova una serie di segnalazioni di iniziative positive e meritevoli di diverse città italiane, che vedono una nuova forza venire dal basso, da iniziative bottom-up, pronte a unirsi nell’intento di riconquistare alcuni spazi della città, di tornare a rendere i centri urbani luoghi di buona qualità di vita.
Abbiamo tutte le carte in tavola per ottenere ottimi risultati, è il momento di agire, sinergicamente, mettere le forze in comune tra cittadini, progettisti, ricercatori e studiosi.
Agiamo.

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