Piazza Borromeo

Nel cuore della città, adiacente al centro della finanza e dell’economia milanese si trova Piazza Borromeo.

vista generale della piazza da Palazzo Borromeo

Essa si ritaglia nel fitto tessuto urbano di origine romana, una preziosa area cittadina sopravvissuta ai numerosi sventramenti del centro e agli audaci piani urbanistici.

PIAZZA BORROMEO OGGI

Vista generale della piazza dalla chiesa. Stato attuale.

Attualmente la piazza risulta un insieme organico di spazi ed elementi architettonici e di servizio.
Una sua parte, su via Santa Maria Podone, fronte est, risulta deturpata, visivamente e fisicamente, dall’ingresso al parcheggio sotterraneo.

L'entrata al parcheggio. Vista sud della piazza.

Nell’altra porzione, antistante alla chiesa, si apre un ampio spazio ben curato e conservato.

Vista della piazza dalla chiesa, la prospettiva conduce a Palazzo Borromeo.

La realizzazione del parcheggio ha portato ad uno stravolgimento dell’antica piazza creando una serie di dislivelli, poi sistemati ed arricchiti da una modesta piantumazione.

Livelli sopraelavati piantumati

A prima vista questa creazione di piani ad altezze diverse e scalinate che riportano al livello zero possono sembrare solo un danno alla bellezza della piazza.

Vialetto di accesso alla piazza. Ai lati i livelli piantumati, superfici di sosta urbana.

Con occhio progettuale tutto ciò si trasforma in possibilità:
queste superfici lineari continue, ad altezze diverse, si offrono a molteplici usi.

Livelli, ombra e sosta

La maggior parte di esse ha un’altezza di circa 50 cm, perciò perfetta per essere una seduta,
una sorta di “séance en longueur” (seduta in lunghezza), una preziosissima disponibilità di superfici per la pausa urbana in tutte le sue sfaccettature.
(Si ricordi la particolare vicinanza di questo spazio a via Torino, arteria urbana fortemente commerciale, priva di luoghi dedicati alla sosta).

Livelli conseguenti alla realizzazione del parcheggio seminterrato

Altra caratteristica con potenzialità è la direzionalità dell’ampia scalinata che divide in due la piazza.
Questa, assieme ai due livelli retrostanti, costituisce una sorta di podio del pubblico rivolto verso il grande spazio di fronte alla chiesa.

Livelli e podio

Qui risiede infatti la grande possibilità di ospitare eventi pubblici o manifestazioni urbane (musicali, videoinstallazioni, danza, arte in genere).
È questa una sorta di vocazione evenemenziale della piazza che involontariamente si porta con sé dal passato: proprio qui la famiglia Borromeo vi organizzava giochi, tornei e feste.

Qui di seguito alcune foto del luogo che evidenziano punti di vista cruciali edelementi spaziali potenziali e di interesse progettuale.

Sulla sinistra la chiesa, il vialetto in fondo, a destra i livelli e la scalinata.

vista della piazza dall'angolo tra via S.Maurilio e via S.Orsola

primo livello sopraelevato, trattato a verde

Vialetto di accesso alla piazza, sui due lati i livelli esperibili come seduta urbana.

analisi dei livelli: "séance en longueur"

LA PIAZZA NEL PASSATO

La piazza fu realizzata nel Quattrocento e prende il suo nome dalla famiglia Borromeo, famiglia di origine fiorentina trasferitasi a Milano verso la fine del Trecento. Col tempo sentirono la necessità di creare una dimora degna della posizione sociale, adatta ad accogliere ospiti di gran prestigio. In piena ascesa in campo economico e sociale, Vitalino realizzò un Palazzo accanto alla chiesa di S. Maria Podone affacciata su una piazza dove i Borromeo organizzavano giochi, feste e tornei.

Venne creata una specie di quartiere costituito dalla casa padronale,corti, uffici e magazzini e abitazioni per gli ospiti e quelle per i dipendenti. La costruzione, rimaneggiata nel corso dei secoli, rimase notevolmente compromessa durante l’ultima guerra.

PUNTI DI VISTA: Jacopo Gardella, architetto milanese figlio del grande Ignazio Gardella, ha pubblicato a sua volta un articolo critico sulla situazione attuale e preoccupante di Piazza Borromeo. Clicca qui per leggerlo.


GUARDA GLI ALTRI LUOGHI:

      

Articoli Recenti

Asincronie ed asimmetrie urbane.

Giovanni Hänninen - "cittàinattesa" - Galleria Bel Vedere - Milano

Giovanni Hänninen – “cittàinattesa” – Galleria Bel Vedere – Milano

«Gli scarti della città si offrono come osservatori privilegiati delle trasformazioni urbane latenti che mutano in profondità le relazioni simboliche e materiali fra uomini e territorio ma anche come rara occasione per riscoprire e rifondare le implicazioni etiche dell’abitare

Richard Sennet, 1999
“Usi del disordine: identità personale e vita nelle metropoli”

Continua a leggere

  1. Spazio pubblico come interfaccia comunicativa tra società e città. Rispondi
  2. Urban Food, Open Source platforms, Urban Action and Collaborative Economy Rispondi
  3. Ossigenazione urbana: DiAria project. Rispondi
  4. Delicati equilibri dialogici tra cultura e città 2 Risposte
  5. Verso una nuova agenda urbana human-centered Rispondi
  6. Piazza dell’architettura | “Retrouver Trieste” Rispondi
  7. Vivibilità urbana. La ricerca a Copenhagen di Gehl architects. Rispondi
  8. Tocatì! Festival Internazionale dei Giochi in Strada Rispondi
  9. URBwatching, una città multiversa. Rispondi
  10. Urban Re-Load: strategie di riciclo urbano e architettura industriale. Rispondi
  11. Isto é uma Praça! uno spazio pubblico a Guimarães Rispondi
  12. Reclaim the streets: I Park Art day is back. 2 Risposte
  13. Rispondi
  14. Espace culturel. Superfici sociali. Rispondi
  15. Ritrovamenti urbani: City Art Project 2020 e Tracciati. 1 Risposta
  16. 3 Risposte
  17. 72Hour Urban Action: 120 progettisti, 10 team, 10 missioni, 3 giorni e 3 notti per progettare lo spazio pubblico. 1 Risposta
  18. “Little Big Berlin”: urban life in fast motion. Rispondi
  19. “Red Ball project”: evidenziare e valorizzare spazi urbani interstiziali. 1 Risposta