Espace culturel. Superfici sociali.

Un’altro lodevole progetto partecipato del Collectif ETC. Nel quadro del macro-progetto Détour de France, dal 5 al 9 marzo, il Collectif Etc è stato invitato ad intervenire presso l’ospedale de La Colombière, a Montpellier. Nell’arco di una settimana, pazienti, infermieri, medici e studenti di architettura hanno agito sul cortile antistante lo spazio culturale, per trasformare quest’area di sosta in spazio pubblico attraverso un sistema di superfici ad altezze diverse.

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50 metri quadrati di spazio pubblico. Valorizzare delimitando.

Praga, 50 metri quadrati di spazio pubblico delimitati e resi impraticabili per 54 giorni. Talvolta per dare valore ad un bene comune bisogna privarsene. Questo intervento del gruppo ceco EPOS 257 ne è un esempio, con un semplice gesto, estremo ma forte, illegale ma reversibile, si può scatenare una provocazione forte e una riflessione profonda.
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Faîtes vous une place! “Piazza al cambiamento”, Saint-Etienne.

Progetto di valorizzazione di uno spazio incolto e abbandonato nel centro di  Saint-Etienne, sviluppato dal Collettivo ETC, basandosi su un processo partecipativo dal basso. La volontà è quella di creare uno spazio collettivo, ricreando un edificio a zero cubatura, una sorta di semplice sezione (verticale e orizzontale) ma che sia nel concetto un vero luogo fisico per abitare la città in modo informale, sociale ed eco-sostenibile.
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“Bodies in urban spaces”: evidenziare lo spazio con il corpo.

Esplorare la relazione tra corpo, spazio e architettura. L’ambiente urbano viene indagato, sottolineato e riletto attraverso il metro del corpo umano così interstizi urbani anonimi assumono un nuovo valore solo rapportati all’uomo. Ecco che si aprono nuovi punti di vista sullo spazio che ci circonda e che ogni giorno esperiamo e viviamo. Bodies in urban spaces è un progetto di Willi Dorner e Lisa Rastl.

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Progettare lo scarto tra il tempo incalzante della città e il tempo libero. Pausa urbana. La lezione di Burle Marx a Rio.

Argentinos todos pintores.
Chilenos todos poetas.
Brasileiros todos musicos y bailarinos.

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Ri-appropriazione dello spazio pubblico attraverso l’azione artistica.

Un progetto che attraverso l‘occupazione temporanea (legale) di un parcheggio, adibito a spazio creativo riesce efficacemente e sorprendentemente a esprimere una critica all’attualissima questione urbana: la sconsiderata e progressiva invasione da parte dei veicoli degli spazi aperti pubblici della città.
Tutto ciò favorendo la cultura artistica e dando a giovani creativi uno spazio regolare di esposizione delle proprie opere. Geniale.

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Spontanee conversioni funzionali di infrastrutture in disuso. Il caso di Tempelhof.

Uno spazio vastissimo segnato dalla storia del 20° secolo, in perpetuo mutamento funzionale, in continua disamina per proposte di varia natura, Tempelhof ha infine trovato la sua pace attraverso la più semplice delle soluzioni: un immenso e libero parco pubblico per la gente di Berlino.

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Superfici urbane conviviali. Un progetto di suolo a Saint Denis.

Un dolce movimento del suolo arricchito da bassi volumi vegetali dalle forme fluide, graficamente definite grazie a una rossa bordura metallica. La poesia e l’equilibrio di un progetto di superficie firmato Franco Zagari. Saint Denis, Parigi.
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Un nuovo landmark urbano per Tel Aviv: alta qualità urbana e flessibilità funzionale.

Un meritevole progetto di superficie, un esempio di successo di architettura a zero cubatura (AZC). Si tratta di una profonda riqualificazione di una meravigliosa parte della costa israeliana il quale ha avuto un grandissimo impatto positivo sulla vita urbana di Tel Aviv, un prezioso spazio collettivo aperto per i suoi cittadini.

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La ville molle. Esperire la superficie urbana.

Con questa installazione nella città di Bourges, lo studio RAUM si è aggiudicato il premio “COAL art et environnement” 2011. La Ville Molle altro non è che il tentativo di riflettere e far riflettere sulle modificazioni che interessano le città in cui viviamo. Il loro adattarsi, modificando ‘naturalmente’ il panorama urbano e il paesaggio architettonico. Anche con il deterioramento.

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Suolo e superfici: una ricerca di unitarietà e identità per uno spazio aperto collettivo.

La ricerca di unitarietà, attraverso il ridisegno degli spazi residui esistenti, è il punto di partenza per la nuova Piazza di Torre di Mosto.

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Ricerca e sperimentazione per Milano.

Milano. Impianti diversi del tessuto urbano.

Studiare e progettare lo spazio contemporaneo a partire da una riflessione sulle sue prestazioni architettoniche è l’obiettivo di Laboratorio Permanente, che fonda il suo lavoro sulla sinergia tra esperienza professionale e ricerca universitaria.

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La riscossa delle superfici esperibili. Il 2D diventa 3D.

“My work is created in a reaction to what we readily encounter in our lives, sidewalks and doorways, building and bricks. I’m just connecting the dots differently to make my own picture. Others need to see that they can create too, connecting their own dots, in their own places.”
[Aakash Nihalani]

Paesaggio urbano mutevole. Un progetto di suolo site-specific.

La nostra idea per piazza Fontana è il progetto di un suolo, la costruzione di un paesaggio, capace di accogliere, rispondere e amplificare, con le sue articolazioni, alle esigenze mutevoli e complesse di coloro che ne usufruiranno. Il progetto nasce, infatti, dalla volontà di creare uno spazio che induca a modalità di uso diverse e non programmate, dalla volontà, quindi, di realizzare un luogo complesso, unitario nell’identità e molteplice nell’uso.

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Spazio pubblico e archeologia.

In Italia, ed in particolare a Roma, il peso dei contesti archeologici può potenziare enormemente la qualità e la peculiarità dei nostri spazi pubblici. Gli organizzatori della Biennale hanno intuito il valore dell’archeologia nella vita dei cittadini italiani, ed hanno quindi organizzato un incontro, piuttosto completo di punti di vista molteplici, in merito al binomio archeologia-spazio pubblico.

Crown Fountain: superfici ludiche a Chicago

Una fontana è il ricordo della natura, del meraviglioso suono di un torrente di montagna trasportato in città. Per me fontana non significa un grande getto d’acqua. E’ soprattutto umidità, l’origine della vita.
                           – Jaume Plensa

Due volumi in vetrocemento + LED e una superficie in granito nero. L’acqua, sgorga da una fessura nei primi e ricopre la seconda. Ed il gioco è fatto: uno spazio pubblico semplice nella costituzione, ludico, innovativo, unico e riconoscibile. Un progetto che sta tra la public art, l’architettura, il design ed il paesaggio, un progetto che funziona: è luogo di ritrovo di adulti e bambini, d’estate e d’inverno. Un successo.

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